Duomo di Catania: risorto dalle macerie

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L’affascinante storia del Duomo di Catania

 

Duomo Di Catania
Duomo Di Catania

La costruzione del Duomo di Catania è stata dedicata a Sant’Agata, la Santa vergine e martire, patrona della città di Catania. Furono i Normanni ad iniziare la costruzione della prima Cattedrale nel 1090. Questa venne restaurata dopo i terremoti del 1140 e del 1169. Ma in seguito al disastroso terremoto del 1963 venne rasa al suolo e ricostruita completamente nel 1711. Gli architetti autori della ricostruzione in stile barocco siciliano furono Giovanni Battista Vaccarini e Girolamo Palazzotto.

Il portone principale del Duomo di Catania è in legno ed è costituito da 32 formelle scolpite, le quali illustrano episodi della vita e martirio di S. Agata; ai lati della porta vi sono le statue di San Pietro e Paolo. La cattedrale si presenta divisa in tre ordini, composti in stile corinzio e attico completamente in marmo di Carrara. Il primo ordine è formato da sei colonne di granito, il secondo ha sei colonne grandi e due piccole situate ai lati dell’ampio finestrone centrale. Ciascun ordine è adornato con statue marmoree, di Sant’Agata al centro, Sant’Euplio a destra e San Berillo a Sinistra.

 

Il Duomo di Catania visto dall’interno

 

L’interno del Duomo di Catania è costituito da tre navate adornate da opere pittoriche. Nella navata di destra si trova il battistero in una nicchia affrescata con un battesimo di Gesù Cristo, protetto da una cancellata in ferro battuto. Di fronte all’altare si trova la tomba del musicista catanese Vincenzo Bellini. L’altare centrale è in marmo policromo e sulla sua sommità vi è posta una base in argento, dove viene ospitato il busto reliquiario di Sant’Agata durante i festeggiamenti in suo onore. Nella navata di sinistra vi sono quattro monumenti funebri dedicati ai Vescovi di Catania.

Duomo di Catania: tomba V. Bellini
Duomo di Catania: tomba V. Bellini

Nella  Cappella di Sant’Agata, situata nell’abside destro del Duomo si venera la santa patrona della città. La vita della Santa è anche rappresentata in molte sculture negli stalli del coro nel presbiterio. Sulla cappella è posto un crocifisso e ai suoi lati si possono notare due statue, San Giovanni e la Madonna Addolorata. Qui si trovano anche le tombe dei re aragonesi della Sicilia. Nella sacrestia si può scorgere un affresco di grande effetto che rappresenta l’eruzione dell’Etna nel 1669; il suo autore, (testimone oculare del disastro) ha ritratto  l’Etna e la colata lavica che sta per raggiungere il Castello Ursino.

 

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